Dodici luoghi insoliti di Roma: i segreti nascosti della capitale

Ci sono almeno 12 luoghi insoliti da vedere a Roma, fuori dai soliti circuiti turistici. Dodici tappe che mostrano il volto meno conosciuto della città e svelano curiosità e storie che la maggior parte dei visitatori non conoscono: un cimitero romantico dove le tombe sono vere e proprie opere d’arte, una porta magica, mostruosi volti di pietra, un elefantino in marmo del Bernini, un cervo che osserva dall’alto i passanti e una cupola vista da una serratura.  Facciamo un viaggio tra i luoghi insoliti Roma per scoprire i segreti nascosti della capitale.

Spiare dal buco della serratura

Il colle dell’Aventino con la sua forma trapezoidale è uno dei luoghi più densi di simboli occulti, anche perché sede del Priorato dei Cavalieri di Malta. Nella piazza progettata da Giovanni Battista Piranesi, si fa la fila a tutte le ore per guardare dal buco della serratura del monumentale portone d’ingresso della Villa dei Cavalieri.

Sembra di guardare in un binocolo. Un lungo tunnel di piante rampicanti inquadra una visione spettacolare: la maestosa cupola di San Pietro, sembra proprio lì, a due passi.

L’eccezionale effetto ottico fa sì che il Cupolone appaia più vicino di quanto sia e confermerebbe la leggenda che vuole che l’intero colle sia una nave sacra dei Templari pronta a salpare per la Terra Santa, la cui prua sarebbe costruita dal pendio verso il Tevere.

All’interno del giardino si trova la chiesa di Santa Maria del Priorato, ristrutturata nella seconda metà del Settecento dal Piranesi con preziosi stucchi. La facciata è l’unica opera d’architettura realizzata dl grande incisore.

Dove: Piazza dei Cavalieri di Malta, Rione Ripa. Tel. 065779193, visite su prenotazione (minimo 10 persone).

Cimitero Acattolico di Roma: un luogo insolito e romantico

Tra i luoghi insoliti di Roma c’è sicuramente il Cimitero Acattolico, conosciuto anche come Cimitero degli Inglesi. Sorge accanto alla Piramide Cestia, una tomba romana in stile egizio risalente al 12 a.C.

Il cimitero Acattolico è uno dei luoghi più romantici e tranquilli del centro di Roma. Vi riposano, tra gli altri, Carlo Emilio Gadda, Antonio Gramsci, Gregory Corso, uno dei protagonisti della Beat Generation, e due grandi poeti inglesi del primo Ottocento, Percy Bysshe Shelley e John Keats.

Incompreso dai contemporanei, Keats, che morì a 25 anni a Roma, fece incidere sulla sua tomba una frase divenuta celebre come le sue poesie: “Qui giace un uomo, il cui nome è stato scritto sull’acqua”.

Dove: Via Caio Cestio 6, Rione San Saba. Tel. 065741900. Orario: 9-16. Ingresso libero.

Tesori da scovare: un Michelangelo alla Farnesina?

All’interno di Villa Farnesina Raffaello ha realizzato degli affreschi straordinari. In pochi, però, notano o sanno che nella celebre Stanza di Galatea spicca una grande testa, magnificamente disegnata con il carboncino direttamente sul muro.

Leggenda vuole che il disegno non sia opera di Raffaello Sanzio, bensì di Michelangelo Buonarroti, che lo avrebbe realizzato quando si introdusse nella villa, travestito da mercante, per spiare il lavoro del suo rivale.

Dove: Villa Farnesina, Via della Lungara 230, Rione Trastevere. Orario: feriali 9-13; la seconda domenica del mese visite guidate 9-17. Ingresso 6 €.

Gli affreschi del Gonfalone

Uno dei luoghi insoliti di Roma è l’Oratorio del Gonfalone, conosciuto dagli appassionati di musica antica, che lo frequentano in occasione dei concerti che ospita.

Questo piccolo scrigno d’arte è uno dei segreti meglio custoditi di Roma. Si trova in una traversa di via Giulia e vanta uno straordinario ciclo di affreschi, recentemente restaurato, dedicato alla Passione di Cristo. È stato realizzato tra il 1569 e il 1576 dai protagonisti della pittura manierista di Roma: Cesare Nebbia, Federico Zuccari, Marco Pino e Raffaellino da Reggio.

Le 12 scene sono incorniciate da un’intelaiatura architettonica formata da colonne tortili ispirate a quelle dell’antica basilica di San Pietro che, secondo la leggenda, provenivano dal tempio di Salomone. Sono le stesse che nel Seicento il Bernini citò nel Baldacchino di San Pietro. L’edificio e gli splendidi affreschi al suo interno, furono completati nel 1580.

Dove: Via del Gonfalone 32°, Rione Ponte. Tel. 06.68.75.952. L’Oratorio del Gonfalone è aperto solo per concerti (biglietto 20 €) o su prenotazione.

Il pulcino della Minerva: l’obelisco più piccolo di Roma

A poca distanza dal Pantheon, nella piazza su cui si affaccia la chiesa di Santa Maria sopra Minerva, c’è uno dei 13 obelischi antichi di Roma, il più piccolo, per essere precisi. Fu collocato qui da Gian Lorenzo Bernini nel 1667, per volere di papa Alessandro VII, sul dorso di un elefante, che da sempre i romani chiamano “Pulcino”.

Per realizzare l’animale, allora sconosciuto a Roma, fu preso come modello un elefantino portato dalla regina di Svezia, convertita al cattolicesimo. L’iconografia, invece, fu tratta dal Bernini dall’Hypnerotomachia Poliphili, un romanzo pubblicato a Venezia nel 1499.

È un’opera ricca di simboli. Conoscere il loro significato ci farà guardare il “pulcino” con occhi diversi quando ci capiterà di passarci davanti. L’obelisco era per gli egizi il raggio del sole divino, mentre l’elefante è un simbolo della terra: l’animale aspira l’acqua con la proboscide nutrendo poi la terra, e con il contributo del sole (l’obelisco) feconda il grano. Il Bernini ha scolpito anche una stella a otto punte: per i cristiani l’8 è il simbolo della resurrezione.

Dove: Piazza della Minerva, Rione Pigna.

Luoghi insoliti di Roma: una porta magica

Al centro di piazza Vittorio Emanuele II si trova un monumento esoterico ricco di simboli astronomici e alchemici, l’unica testimonianza della villa che fu del marchese Massimiliano di Palombara: è la Porta Alchemica, oggi murata, dalla quale si accedeva al suo laboratorio alchemico.

Conosciuta anche come Porta Ermetica o Porta del Cielo, risale al 1680 ed è l’unica rimasta delle cinque porte di Villa Palombara, distrutta alla fine dell’Ottocento.

È sorvegliata da due statue che raffigurano Bês, una divinità minore egizia che protegge le case contro gli spiriti maligni ed è, di conseguenza, anche il protettore del sonno, della fertilità e del matrimonio.

Sopra la porta è scolpita una stella a sei punte, conosciuta come Stella di David, che rappresenta l’equilibrio perfetto dell’armonia tra il cielo e la terra. Sull’architrave, lungo gli stipiti e sulla soglia, sono incisi simboli alchemici e frasi allegoriche in latino ed ebraico. Dove: Giardini di Piazza Vittorio Emanuele II, Rione Esquilino.

La benedizione degli animali

Ogni anno, il 17 gennaio, nella chiesa di Sant’Eusebio si rinnova l’antica tradizione della benedizione degli animali. Fateci un salto se in quella data sarete in vacanza a Roma con i vostri amici a quattro zampe. Oggi si portano a benedire cani, gatti e altri animali di piccola taglia, ma un tempo si facevano benedire soprattutto cavalli, asini, mucche e galline.

Questa festa è stata descritta da grandi scrittori, come Johann Wolfgang Goethe, Giuseppe Gioacchino Belli e Hans Christian Andersen, da un acquerello del 1831 di Bartolomeo Pinelli e da un dipinto del 1838 del pittore danese Wilhelm Marstrand.

Dove: Piazza Vittorio Emanuele II, all’angolo con via Napoleone II, Rione Esquilino.

L’orologio ad acqua di Villa Borghese

Più che un luogo insolito di Roma, qui parliamo di un’invenzione che potrebbe sembrare bizzarra. A due passi da piazza del Popolo, sulla passeggiata del Pincio, dal 1873 si può ammirare l’unico idrocronometro collocato in un giardino pubblico a Roma.

È una specie di scatola trasparente che protegge e allo stesso tempo mostra la meraviglia del meccanismo idraulico usato per muovere le lancette dell’orologio.

Fu realizzato nel 1872-73 da un padre domenicano, Giovan Battista Embriaco, che aveva presentato l’invenzione all’Esposizione Universale di Parigi del 1867, e un architetto del comune di Roma, Gioacchino Ersoch, che studiò l’inserimento del meccanismo all’interno di una fontana.

Dove: Passeggiata del Pincio, Villa Borghese, Rione Campo Marzio.

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Le fauci di Palazzo Zuccari

È impossibile non notare le cornici delle finestre e dell’enorme portale d’ingresso del palazzetto Zuccari, in via Gregoriana, a pochi metri dalla chiesa di Trinità dei Monti.

Hanno infatti l’aspetto di mostri dalle enormi bocche spalancate, come voleva la moda del Manierismo alla fine del Cinquecento. Costruito dall’artista Federico Zuccari tra il 1590 e il 1609, anno della sua morte, è ora di proprietà dello Stato tedesco e ospita la Biblioteca Hertziana, specializzata in storia dell’arte.

D’Annunzio citò Palazzo Zuccari, noto anche come La casa dei mostri, nel romanzo Il Piacere. Al tempo del Grand Tour era una locanda per artisti.

Dove: Via Gregoriana, Rione Campo Marzio.

Particolari insoliti Roma: i campanili di Trinità dei Monti

In pochi lo notano, ma i due campanili di Trinità dei Monti, se osservati dalla piazza sulla quale sorge la chiesa, sono troppo bassi e poco armonici.

Sono infatti stati progettati per essere guardati da molto più in basso e precisamente da piazza di Spagna. Questo perché, al posto della celebre scalinata portata a termine nel 1726, con le sue rampe a tenaglia e l’andamento concavo e convesso delle pareti, al tempo in cui fu costruita la chiesa, consacrata nel 1585, c’era un colle con alberi e sentieri.

Dove: Piazza Trinità dei Monti, Rione Campo Marzio.

Il cervo di Sant’Eustachio

Se alzate la testa passando davanti alla chiesa di Sant’Eustachio, a cento metri dal Pantheon e a pochi passi da piazza Navona, noterete la testa di un cervo, scolpita in marmo, sulla cima della facciata.

Un particolare sicuramente insolito per una chiesa. È un’allusione alla vita di Sant’Eustachio che, vissuto a Roma ai tempi dell’imperatore Traiano, prima di convertirsi era un generale pagano, Placido.

Leggenda vuole che durante una battuta di caccia, vide tra le corna del cervo che stava inseguendo, una croce luminosa sormontata dall’immagine del Cristo.

Dove: Piazza Sant’Eustachio, Rione Sant’Eustachio.

Luoghi insoliti di Roma: la prima ruota degli esposti

La ruota degli esposti, o ruota dei trovatelli, permetteva di posare al suo interno, in forma anonima, i neonati indesiderati. Facendola ruotare, il bambino poteva ricevere le prime cure dai frati dell’ospedale di Santo Spirito in Sassia.

Fu istituita da papa Innocenzo III nel 1198 ed è la prima ruota degli esposti a Roma. Sulla sinistra c’è una feritoia in marmo attraverso la quale si potevano lasciare delle offerte. In Italia, le ruote furono abolite da Mussolini nel 1923.

Dove: Ospedale di Santo Spirito in Sassia, Borgo Santo Spirito, Rione Borgo.

Dodici luoghi insoliti di Roma: i segreti nascosti della capitale ultima modifica: 2018-11-02T11:11:16+00:00 da Emozioni in Viaggio

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