I film di viaggio più belli: cinque titoli imperdibili

Sono tantissimi i motivi che ci spingono a viaggiare, dalla voglia di visitare posti nuovi al desiderio di vedere da vicino i luoghi che hanno fatto da sfondo alle storie che abbiamo letto o alle scene dei film di viaggio più belli che abbiamo visto. Viaggi avventurosi, paesaggi spettacolari, ma anche storie vere diventate film di culto che ci hanno emozionato facendoci venire voglia di partire. I film che parlano di viaggi sono tantissimi, io ne ho scelti cinque che mi sono rimasti nel cuore e consiglio vivamente di vedere.

 IL CAMMINO PER SANTIAGO

credit foto: MyMovies

Tra i film di viaggio più belli c’è senza dubbio Il Cammino per Santiago, di Emilio Estevez del 2010. Magistralmente interpretato da Martin Sheen, il cammino per Santiago rappresenta l’essenza stessa del viaggio, un percorso denso di emozioni, positive e negative, che oltre alla visione di nuove terre, porta a scoprire sé stessi, il senso della propria vita e la capacità di affrontare tutte le prove che essa ci mette davanti. Incontri, confronti e riflessioni conducono alla meta finale del nostro viaggio che, in ogni caso, riuscirà ad arricchire la nostra esistenza.

Il Cammino per Santiago racconta di un padre che devastato dalla prematura scomparsa del figlio, morto in una tempesta che ha colpito i Pirenei durante il suo pellegrinaggio per Santiago de Compostela, parte dagli Stati Uniti per andare in Francia a recuperare il suo corpo.

Arrabbiato e addolorato, ma spinto dalla voglia di capire cosa avesse portato il figlio ad affrontare quel lungo viaggio, decide di percorrere in solitaria gli 800 chilometri che lo condurranno in uno dei luoghi di pellegrinaggio più affascinanti e famosi del mondo.

Porta con sé un prezioso carico: le ceneri del figlio, che trasporta nello zaino dal quale non si separa mai e difende con tutte le sue forze. Lungo il tragitto, sempre più convinto di dover portare a termine il viaggio iniziato dal ragazzo, incontra diversi personaggi con i quali, seppur riluttante, sarà “obbligato” a confrontarsi. Ognuno di essi ha la propria storia da raccontare e delle motivazioni personali che lo spingono ad affrontare il cammino per Santiago. Ognuno, a suo modo, arricchirà il percorso del protagonista aiutandolo a capire il vero valore della vita. Tra panorami infiniti che dai Pirenei conducono alla tomba di Giacomo Apostolo in Galizia, ci si emoziona e immedesima nella vicenda di questo padre e di tutti coloro che ogni anno affrontano il Cammino di Santiago con il cuore colmo di fede e di speranza.

INTO THE WILD – NELLE TERRE ESTREME

credit foto: MyMovies

Tra i film di viaggio più belli, Into the wild è un’avventura on-the-road ambientata nello splendido scenario dell’Alaska, tra paesaggi mozzafiato e natura incontaminata. Tratto da una storia vera e basato sul romanzo Nelle terre estreme di Jon Krakauer, è stato portato sul grande schermo da Sean Penn, che qui ha svolto il duplice ruolo di regista e sceneggiatore.

Una pellicola toccante che racconta la storia del ventiduenne Christopher McCandless, che subito dopo la laurea, nel 1990, decide di abbandonare lo stile di vita agiato cui è abituato e la sicurezza di una carriera sicura per intraprendere, a piedi e in autostop, un lungo e avventuroso viaggio nei luoghi più suggestivi d’America.

Dopo aver donato tutto ciò che possiede in beneficenza, lascia la sua casa e la sua famiglia, alla quale non darà mai notizie di sé e dei suoi spostamenti, e parte alla volta di Stampede Trail, uno dei luoghi più selvaggi e inospitali dell’Alaska, portando con sé solo uno zaino. Inizia così la grande avventura di Christopher McCandless, che cambierà addirittura nome, facendosi chiamare Alexander Supertramp. Per due anni viaggerà alla scoperta di sé stesso e alla ricerca della libertà, animato dalla voglia di immergersi completamente nella natura selvaggia, lontano dall’ipocrisia e dai dogmi dettati dalla società moderna, in continuo affanno per condurre una vita di benessere e inutili comodità.

Into the wild mostra il lungo viaggio di Alex attraverso i luoghi più belli e spesso inospitali degli Stati Uniti, dalle spettacolari rapide del Gran Canyon alle distese innevate dell’Alaska, in un continuo confronto tra uomo e natura, che seppur generosa, mette continuamente alla prova le nostre capacità e, soprattutto, non smette mai di ricordarci i nostri limiti.

Il giovane McCandles, infatti, trovò la morte nel pulmino in cui viveva, dopo diversi giorni di agonia a seguito dell’ingestione di alcune bacche velenose scambiate per commestibili.

La straordinaria interpretazione dell’attore californiano Emile Hirsch nei panni del protagonista e l’eccezionale cast del film, fatto di personaggi più o meno pittoreschi che il giovane Alex incontra lungo il tragitto, rende Into the wild uno dei road movie più emozionanti di sempre: coinvolgente e commovente fino all’ultima scena. Il finale, toccante e drammatico, resta impresso a lungo nella mente dello spettatore.

Non è certo il tipo di viaggio a cui la maggior parte di noi è abituato, ma il film ha fatto breccia nel cuore di molti, tanto che dopo l’uscita nelle sale, numerosi avventurieri, ma anche semplici amanti della natura hanno voluto ripercorrere le tappe del viaggio di McCandless e tentare la sua avventura. Il luogo in cui si trova la carcassa dell’autobus è divenuto meta di veri e propri pellegrinaggi di persone che vogliono vedere il mitico “Magic Bus”, il bus 142 in cui il ragazzo trascorse i suoi ultimi giorni e la lapide posta in sua memoria.

TRAKS – ATTRAVERSO IL DESERTO

credit foto: Moviplayer

Dalle terre sconfinate dell’Alaska alle desolate lande desertiche dell’Australia, la natura è nuovamente protagonista in un’avventura emozionante, basata ancora una volta su una storia vera. Mostra tutta la tenacia e il coraggio di una giovane donna che lascia la comodità della città in cui vive per affrontare un viaggio in solitaria attraverso gli oltre duemila chilometri di deserto australiano, insieme a quattro cammelli e all’inseparabile cane Diggity, in un ambiente tanto spettacolare quanto spietato.

Traks – Attraverso il deserto è un film drammatico del 2013 diretto da John Curran e interpretato da Mia Wasikowska e Adam Driver.

Racconta la vera storia di Robyn Davidson e dello straordinario viaggio che affrontò nel 1977, da Alice Springs a Uluru fino all’Oceano Indiano attraversando a piedi 2.700 chilometri di deserto nel cuore dell’Australia.

Per finanziare la sua avventura, raccontò la sua storia al National Geographic che decise di sostenere la sua impresa, da molti ritenuta troppo ardua per essere possibile.

In cambio del finanziamento, la giovane australiana accettò, seppur con riluttanza, la presenza di Rick Smolan (Adam Driver), giovane fotografo del New Yorker e del National Geographic, che percorse alcune tappe del viaggio con lei per documentare la difficile e leggendaria traversata del deserto australiano.

Gli scorci spettacolari di uno dei luoghi più pericolosi e selvaggi del pianeta fanno da sfondo ad un’avventura senza precedenti che portò la giovane donna al limite della sua resistenza sia fisica che emotiva, insegnandole però che a volte occorre allontanarsi dal mondo per esserne veramente parte. Seguendo Robin (Mia Wasikowska) nel suo straordinario viaggio, ci si rende conto che anche l’impossibile, in fondo, può essere alla portata di tutti noi.

FILM DI VIAGGIO PIÙ BELLI: UNA STORIA VERA (THE STRAIGHT STORY)

The Straight Story è un bellissimo film di viaggio, toccante, che resta. Oltre che per la trama, in questo caso ciò che colpisce è la straordinaria interpretazione del protagonista che sembra vivere in maniera intensa e reale la storia che interpreta.

È la storia vera di Alvin Straight, un contadino di 73 anni che decide di andare a far visita al fratello che non vede da circa dieci anni, e con il quale non ha mai avuto un rapporto idilliaco, salvo i momenti che si ritagliavano durante l’infanzia per osservare il cielo stellato. Deciso a partire, a nulla servono i tentativi della figlia Rose di dissuaderlo. Alvin sente il bisogno di rivedere il fratello Lyle per riconciliarsi con lui, dopo aver appreso la notizia che questi è stato recentemente colpito da un infarto.

Per affrontare il viaggio, il contadino sceglie l’unico mezzo di trasporto che può guidare, non avendo la patente: un tosaerba malconcio, che alla velocità di appena 5 miglia all’ora lo porterà dal piccolo paesino di Laurens nell’Iowa a Mt.Zion nel Wisconsin a 317 miglia di distanza (circa 386 chilometri).

Attraverso campi di grano infiniti, strade semideserte, paesi tanto tranquilli da sembrare abbandonati, il caparbio Alvin Straigth, interpretato da un magistrale Richard Farnsworth, arranca imperterrito sotto il sole o la pioggia in sella al suo fedele tagliaerba. Un “road movie a quindici chilometri all’ora”, com’è stato definito, ambientato tra gli incantevoli paesaggi dell’America di un tempo, con la visione delle sconfinate campagne illuminate da suggestivi tramonti.

Questo lungo viaggio, durante il quale Straight incontra diversi tipi di persone, dalla ragazza incinta scappata di casa ai fratelli meccanici che tentano di imbrogliarlo, alla coppia che invece fa di tutto per aiutarlo, rappresenta il desiderio di colmare le mancanze e le occasioni perse nel corso della vita.

La scena finale, intensa ed emozionante, riassume tutta la malinconia e il rimorso che da anni si leggono nello sguardo di Alvin. Giunto a casa del fratello, Lyle esce sentendolo arrivare, quasi lo stesse aspettando. I due si guardano negli occhi e senza dire una parola si siedono l’uno accanto all’altro volgendo lo sguardo verso il cielo per ammirare le stelle come facevano da piccoli.

FILM DI VIAGGIO PIÙ BELLI: SOUL SURFER

credit foto: FilmTv

Un altro titolo da annoverare tra i film di viaggio più belli è Soul Surfer, la straordinaria vicenda di Bethany Hamilton, interpretata dalla giovane AnnaSophia Robb e portata sul grande schermo, nel 2011, dal regista Sean McNamara.

È la storia di coraggio e tenacia della giovane promessa del surf che a soli 13 anni, nel 2013, subì l’attacco in mare di uno squalo che le staccò di netto il braccio sinistro. Nonostante la grave menomazione, la surfista statunitense, con l’aiuto della famiglia e dell’amica Alana Blanchard (Lorraine Nicholson), anche lei surfista, riesce ad abituarsi alla sua nuova “condizione” e a tornare sulla tavola da surf, dopo appena sette mesi dal terribile incidente.

Bethany Hamilton è diventata l’idolo di migliaia di persone ispirate dal suo enorme coraggio. È l’emblema dell’energia allo stato puro e la sua storia è fonte di ispirazione e riflessione. Ad amplificare la bellezza del film, gli splendidi scorci delle isole Hawaii.

I film di viaggio più belli: cinque titoli imperdibili ultima modifica: 2018-09-17T08:20:20+00:00 da Emozioni in Viaggio

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