Visita agli scavi di Pompei, un tuffo nel passato

A Pompei tutto è rimasto fermo al 79 d.C., quando una terribile eruzione del Vesuvio ha reso questa città immortale, permettendo di visitarla, quasi intatta, più di duemila anni dopo. Oggi, agli Scavi di Pompei si può vedere la città com’era al tempo dei Romani.

Visita agli Scavi di Pompei: meraviglie del passato 

Passeggiare tra gli Scavi di Pompei, lungo strade antiche e osservare su ogni muro, in ogni scritta, ad ogni angolo, la vita quotidiana degli abitanti di una città che tonnellate di ceneri, pomici e lapilli hanno reso immortale, è un’esperienza unica ed emozionante.

Questo sito archeologico è una meraviglia da visitare almeno una volta nella vita. Ci si ritrova davanti ad un’antica città romana in cui tutto è rimasto fermo all’eruzione del 79 d.C.

Gli itinerari possibili sono tanti in questi 44 ettari di reperti archeologici (una ventina di ettari sono ancora da scavare) e anche se la passeggiata è piacevole, il sito archeologico di Pompei è veramente vasto quindi bisogna organizzare bene la visita per riuscire a vedere tutto.

Del resto è facile immaginarlo, visto che l’antica Pompei è paragonabile ad una odierna metropoli, sia per grandezza che per numero di costruzioni. Si va da quello che era il centro principale, il Foro, alla periferia della città, dove si trovano l’Anfiteatro e le Terme Suburbane.

Tutta la città è attraversata da via dell’Abbondanza, l’arteria principale. Da qui partono le strade che conducono ai vari settori in cui è diviso il sito. Nel caso sceglieste di visitare Pompei in autonomia, senza l’ausilio di una guida, potrete riconoscere le varie zone sulla mappa che vi verrà consegnata all’ingresso.

Per ogni settore sono indicati gli edifici più importanti, quindi in base a ciò che preferite visitare, potrete scegliere la vostra direzione.

Cosa vedere agli Scavi di Pompei: i principali monumenti

Ecco cosa vedere a Pompei per cogliere l’atmosfera e il fascino del passato di questa città.

Innanzitutto il Foro, il cuore della vita cittadina, dove si svolgevano tutte le attività economiche, commerciali e politiche di Pompei. In questo enorme spazio, circondato da un doppio colonnato e un tempo da statue, di cui oggi restano i basamenti, si trovavano tutti i principali edifici pubblici della città: la Basilica, che era il tribunale dell’epoca, la Casa di Eumachia, dove si lavorava la lana, il Tempio di Giove e quello di Apollo.

Il Foro era il luogo in cui si concentravano le attività commerciali. Si vedono ancora i resti del Macellum, il mercato coperto costruito in età imperiale, dove sono stati ritrovati cereali, noccioli di frutta e lische di pesce. Su un lato della piazza si trovano i Granai del Foro, dove si svolgeva il mercato della frutta e della verdura.

Oggi rappresentano il magazzino archeologico della città. Al suo interno sono conservati migliaia di reperti (anfore, brocche, bottiglie, carretti, basamenti in marmo e suppellettili) rinvenuti negli scavi effettuati a Pompei dalla fine dell’800. Qui sono esposti anche alcuni calchi in gesso delle vittime dell’eruzione, tra cui quello di un cane e di un albero.

Sono diversi i calchi che si trovano lungo l’itinerario di visita agli Scavi di Pompei, e sono sicuramente la testimonianza più suggestiva e nitida di ciò che avvenne quel giorno del 79 d.C. Queste forme di gesso permettono oggi di riflettere sugli avvenimenti che improvvisamente, in una giornata come tante, hanno stravolto la vita di una fiorente città romana. Credo che più di ogni altro ritrovamento, siano la vera dimostrazione della forza e dell’imprevedibilità della natura.

Terme, palestre e teatri, l’ozio degli abitanti di Pompei

Come in ogni città romana, anche a Pompei si dedicava buona parte del tempo all’ozio e al benessere. A provarlo, i tre complessi termali rinvenuti negli scavi: ci sono le Terme del Foro, quelle Centrali e le Terme Stabiane, oltre alla Grande Palestra, imponente edificio di epoca imperiale, dove grossi calchi di radici testimoniano l’esistenza dei platani che ombreggiavano l’area.

Tra le cose da vedere agli Scavi di Pompei ci sono il Teatro Grande (200-150 a.C.) e il Teatro Piccolo, con la gradinata perfettamente conservata.

Imperdibile anche l’Anfiteatro dell’80 a.C. di forma ellittica. Vi si svolgevano gli spettacoli dei gladiatori e poteva accogliere fino a 20mila persone provenienti da Pompei e dalle città vicine.

Gli spettacoli erano così importanti per i Pompeiani, che spesso l’acclamazione per i gladiatori sfociava in vere e proprie risse da stadio: nel 59 d.C., il tifo degli spettatori sfociò in un disordine sanguinoso tra Pompeiani e Nucerini.

A seguito dell’episodio il Senato di Roma decise di chiudere per dieci anni l’arena di Pompei, ma il provvedimento fu revocato nel 62 d.C., dopo il disastroso terremoto che colpì la città.

L’Anfiteatro di Pompei è il più antico tra quelli noti del mondo romano. Oggi, durante l’estate, ospita concerti di musica classica.

Visita agli scavi di Pompei: le dimore più belle

Nelle abitazioni di Pompei si può vedere tutto il gusto e l’attenzione dei suoi abitanti per l’architettura, il paesaggio e in generale la bellezza e l’arte.

È evidente negli affreschi dalle tinte calde e brillanti (da qui il famoso rosso pompeiano) rinvenuti nelle case e negli edifici pubblici. Ancora oggi si osservano straordinarie pitture raffiguranti soggetti mitologici, religiosi, eroici o fantastici.

I più importanti sono quelli della Casa dei Vettii, dove all’ingresso è dipinto un Priapo superdotato portatore di benessere e fecondità, e in una delle sale, un ciclo di Amorini impegnati nell’attività di profumieri, vinai e orafi.

Nella Casa di Venere si trova la Venere in conchiglia, un affresco perfettamente conservato che copre un’intera parete, affacciata su un lussureggiante giardino.

Splendido anche il ciclo di affreschi della Villa dei Misteri, dedicato al culto di Dionisio.

A poca distanza dalla Casa della Venere, poco prima di arrivare all’Anfiteatro e alla Palestra, c’è la Praedia di Giulia Felice, una delle prime ad essere scavate.

È di grandi dimensioni anche se buona parte è occupata da orto e giardino. Dopo il terremoto del 62 d.C., che danneggiò molti edifici di Pompei, la lungimirante e ricca proprietaria di questa dimora iniziò ad affittare parte della sua abitazione, come dimostra un annuncio di fitto ritrovato, rivolto a persone “perbene”, con cui Giulia Felice offriva appartamenti e botteghe con abitazione annessa per la durata di cinque anni.

Riuscì a lucrare anche sui suoi bagni privati con piscina all’aperto che divennero l’alternativa alle terme pubbliche.

Ancora oggi si ammira la bellezza del porticato interamente affrescato, sorretto da splendide colonne di marmo, quadrate e non tonde come quelle delle altre case, e soprattutto in marmo, un vero lusso per l’epoca.

Si affacciano sul bellissimo giardino, al centro del quale sorgono una serie di vasche contigue in cui all’epoca nuotavano i pesci.

Visita agli scavi di Pompei: i mosaici

Oltre agli affreschi, gli Scavi di Pompei hanno restituito anche molti mosaici. Dai più semplici in coccio pesto, ai tasselli in bianco e nero con motivi geometrici, come nella Casa del Poeta Tragico, famosa per il mosaico con la scritta CAVE CANEM (“attenti al cane”) visibile all’ingresso principale dell’abitazione.

All’interno ci sono altri pregiati mosaici, tra i quali quello con la scena di alcuni attori che si preparano alla recita, che ha dato il nome alla casa.

Nella Casa del Fauno, è stata ritrovata la famosa Battaglia di Isso, mosaico del II secolo a.C., che raffigura la battaglia decisiva tra Alessandro Magno e il re persiano Dario, che cambiò il corso della storia.

È uno dei luoghi da non perdere in una visita agli Scavi di Pompei. La Casa del Fauno è una delle più grandi della città, estesa su un intero isolato di 3.000 mq circa.

Già dalla strada di accesso, risultano evidenti la ricchezza e il livello sociale del proprietario. Sul marciapiede si legge l’iscrizione di benvenuto (HAVE) in latino; la pavimentazione è un raffinato intarsio di triangoli in marmo di diversi colori, e al centro dell’atrio principale si ammira una copia del famoso satiro danzante o Fauno, che ha dato il nome alla casa e che riprende quello della stirpe dei proprietari: i Satrii.

La statua originale, insieme agli originali dei mosaici qui rinvenuti, sono esposti oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Nell’antica Pompei i mosaici erano usati anche per decorare le fontane nei giardini, come quelle che si vedono nella Casa della Fontana Grande e Piccola, con la preziosa fontana ricoperta di mosaici colorati e conchiglie.

Visita agli Scavi di Pompei consigli:

La visita agli scavi di Pompei richiede un’intera giornata. Io ci ho trascorso circa quattro ore questa volta, durante le quali sono riuscita a vedere solo alcuni dei ritrovamenti più importanti di Pompei. Il consiglio poi, è quello di affidarsi ad una guida esperta che spieghi la storia, le curiosità e gli aneddoti principali legati a questa antica città.

Personalmente avevo letto molto di Pompei prima di visitarla, ma ascoltando le guide presenti sul posto, sia in italiano che in inglese, ho scoperto cose che non avevo letto da nessuna parte.

L’altro consiglio, oltre a quello di indossare scarpe comodissime, è quello di acquistare i biglietti online per visitare gli Scavi di Pompei. Dovete pensare che si tratta del sito archeologico più famoso del mondo e in ogni periodo dell’anno è letteralmente preso d’assalto dai visitatori.

Conviene quindi acquistare i biglietti online per saltare la fila alla cassa e garantirsi una guida turistica che accompagni nella visita.

Per il resto, portate con voi qualcosa da mangiare (c’è il ristorante ma è sempre molto affollato) e una bottiglietta d’acqua, che una volta finita, potrete riempire sotto una delle tante fontane di acqua potabile presenti nel sito.

E a proposito di fontane: nell’antica Pompei si trovano ad ogni incrocio e sono una diversa dall’altra, perché un tempo erano usate come punto di riferimento quando ci si dava appuntamento, proprio come oggi facciamo quando diciamo a qualcuno di incontrarci in questo o in quel bar. 😀

Biglietti e orari visita agli scavi di Pompei

Dal 1° novembre al 31 marzo: tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 17.00 (ultimo ingresso ore 15.30)
Dal 1° aprile al 31 ottobre: tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 18.00). Sabato e domenica apertura alle 18.30
Giorni di chiusura: 1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre.

Info biglietti visita agli Scavi di Pompei:

Biglietto singolo scavi Pompei (valido 1 giorno)
Intero € 15,00
Ridotto € 9

Biglietto di accesso a 3 siti (Pompei, Oplonti, Boscoreale), validità 3 giorni consecutivi e solo per 1 ingresso/visita per sito
Intero: € 18,00
Ridotto: € 10,00
Con accesso a 2 siti (Oplonti, Boscoreale), validità 1 giorno
Intero: € 7,00
Ridotto: € 4,00
Gratuito: la prima domenica del mese ingresso gratuito.

Abbigliamento consigliato:

 

Visita agli scavi di Pompei, un tuffo nel passato ultima modifica: 2018-11-26T20:26:23+00:00 da Emozioni in Viaggio

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