ZANZIBAR, LA PORTA D’AFRICA

Zanzibar, l’arcipelago di fronte alle coste della Tanzania, formato dalle isole di Unguja (comunemente chiamata Zanzibar) e Pemba, vanta origini antichissime. La sua storia è legata a principi persiani e sultani arabi, feroci pirati e avidi commercianti di spezie, avorio e schiavi, ma anche esploratori in cerca di gloria e navigatori in rotta verso le Indie.

Già gli Egizi, approdarono sulle sue coste nel XV secolo a.C. e dal II secolo a.C., divenne meta dei commercianti arabi in cerca di avorio. Poi furono i persiani shirazi a trasferirsi lungo le coste dell’Africa orientale, che chiamavano Zangh (Nere) Bar (Terre).

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La fusione di tutte queste etnie con le popolazioni locali, portò alla nascita di una civiltà cosmopolita, Swahili, che ha influenzato la cultura dell’intera costa orientale e coniato una lingua, il kiswahili, capace di imporsi come lingua ufficiale di numerosi Stati.

Tra il XII e il XV secolo, le città-stato swahili, divennero così prospere, da sconcertare perfino il navigatore portoghese Vasco da Gama. Tentando una rotta verso le Indie, nel 1497, doppiò il Capo di Buona Speranza e, risalendo le coste orientali dell’Africa, al posto dei “negri selvaggi” che si aspettava di trovare, scoprì una civiltà evoluta e da secoli in contatto con l’Oriente.

I sultani arabi omaniti, trasferirono le proprie corti dalla penisola araba a Zanzibar, “l’isola delle spezie” e con Portoghesi e Inglesi, si contendevano il controllo delle rotte commerciali dell’Oceano Indiano. 

Oggi, i richiami di questo movimentato passato si ritrovano in vari punti dell’arcipelago, in particolare a Stone Town, la città vecchia, divenuta capitale durante il periodo omanita.

In questo luogo, è evidente l’incontro tra le diverse culture. Stone Town, è una vera e propria “Porta d’Africa”.

Osservando dai lungomare il passaggio dei dhow, le tradizionali imbarcazioni a vela, o passeggiando per le viuzze che si snodano tra le case in pietra, si scoprono tutte le “anime” di Zanzibar.

Si passa dal settecentesco Forte Arabo, al Palazzo delle Meraviglie, il primo edificio a possedere un generatore di corrente già nel 1883.

Poi c’è l’ex residenza dei sultani e il vecchio Dispensario con richiami di architettura indiana.

Si incontrano la casa in cui abitò Livingstone in attesa di partire per il cuore del continente, e quella di Tippu Tip, il più celebre e spietato mercante di schiavi.

Testimonianze di questa pratica crudele, sono ancora evidenti, sia in città che nella vicina Prison Island.

A Stone Town, c’è un mix di architetture strabiliante! Sebbene l’85% degli abitanti di Zanzibar sia musulmano, la città è ricca di chiese anglicane e templi induisti.

Qui vivono anche i seguaci di Zoroastro, testimoni del periodo persiano dell’isola. Da una di queste famiglie, proveniva il compianto Freddy Mercury, la magica “voce” dei Queen, nato proprio a Zanzibar. 

Testimonianze storiche, si ammirano anche fuori città, dalle rovine del palazzo di Maruhubi, ai bagni persiani di Kidiki, alle grotte di Mangapwani, dove venivano imprigionati gli schiavi prima di essere imbarcati.

Le tappe imperdibili, per una visita nel resto di Zanzibar, sono sicuramente le piantagioni di spezie, la foresta di Jozani, dov’è ancora presente una parte della vegetazione originaria dell’isola e dove abitano i colobi rossi, una scimmia indigena di Zanzibar.

Poi ci sono le isole di Chumbe, che fanno parte del Parco Marino, e Tumbatu, dove si trovano le rovine del primo insediamento persiano. (Per andarci è necessario un permesso del District Commision di Mickotoni). 

Ma ciò che fa di Zanzibar un’ambita meta turistica, sono le sue spiagge. Le migliori sono quelle attorno alla zona di Nungwi, all’estremità settentrionale. Per un’esperienza indimenticabile, raggiungete il villaggio di Kizimzaki, nel versante meridionale e fatevi portare al largo in barca. Potrete nuotare con i delfini. Belle, anche le spiagge ad est, nella zona in cui si concentrano i villaggi turistici.

Se invece preferite una vacanza di mare esclusiva, dall’aeroporto di Zanzibar, noleggiate un aereo per la piccola isola di Mafia, dove vi aspettano meravigliosi fondali marini, ricchi di pesci tropicali. Avrete la sensazione di nuotare in acquario.

Info utili Zanzibar:

per una vacanza a Zanzibar, occorre un passaporto con 6 mesi di validità, oltre al visto da richiedere all’Ambasciata di Tanzania a Roma, in via G.Vico 9, al Consolato di Milano in via Santa Sofia o direttamente all’aeroporto di Zanzibar.

Quando andare: Tutto l’anno escluso il periodo delle grandi piogge che va da marzo a maggio. Valuta: Scellino Tanzaniano; 1 euro corrisponde a circa 1.400 scellini. Lingua: Inglese e Kiswahili.

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  1. Alessia

    Straordinaria, spero di poterci andare presto. Avevo sentito parlare di Zanzibar per le sue spiagge, ma leggendo del suo passato, visitarla sarà ancora più interessante.

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