Al Parco Nazionale del Cilento, tra scenari mozzafiato e natura incontaminata

Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è stato dichiarato dall’Unesco Patrimonio mondiale dell’Umanità e Riserva della Biosfera, e nel dicembre del 2016 ha ricevuto il prestigioso riconoscimento della Carta Europea per il Turismo Sostenibile.

Il Parco Nazionale del Cilento occupa una superficie di 181mila ettari e si estende dalla costa tirrenica verso l’Appennino ed è caratterizzato da un enorme varietà di ambienti. È il luogo ideale per gli amanti della natura, che qui possono praticare diverse attività: dalle escursioni a piedi o in bici al birdwatching al trekking accompagnati dalle guide, attraverso una fitta rete di sentieri alla scoperta di una costa di straordinaria bellezza e di un entroterra unico, dovuto alla formazione geologica risalente al Cretaceo e al Pleistocene e ai fenomeni carsici che hanno inciso gole, canyon e grotte dal fascino ineguagliabile.

Sembra di essere su un altro pianeta, in mezzo a scenari fantasy dove la natura si mostra in tutta la sua primordiale bellezza. Le grotte dell’Angelo a Pertosa sono un vero e proprio viaggio al centro della Terra attraverso un percorso di tremila metri all’interno dei Monti Alburni, in un paesaggio mozzafiato fatto di stalattiti e stalagmiti di 35 milioni di anni fa.  Queste scenografiche formazioni calcaree abbelliscono con svariate forme e sfumature anche i 5.400 metri delle grotte di Castelcivita, uno dei sistemi sotterranei più estesi dell’Italia meridionale.

Nei punti in cui l’acqua affiora dal sottosuolo, la natura dà il meglio di sé, come nel canyon intorno alle rive del fiume Bussento, oasi WWF con grotte spettacolari, e alle gole del Calore di Felitto in un paesaggio intatto e incontaminato.

Imperdibili, anche le cascate note come Capelli di Venere, per la vegetazione a felce capelvenere dalla quale l’acqua scende prima di gettarsi nel rio Casaletto, nei pressi del vecchio ponte normanno. Il Parco del Cilento inoltre, vanta una flora assai variegata. Sono state censite circa 3mila specie botaniche, molte delle quali endemiche, come la rarissima Primula di Palinuro, simbolo del Parco.

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